Cosa sapere sul testamento biologico

Il testamento biologico consente di dichiarare anticipatamente le proprie volontà circa possibili trattamenti sanitari cui si potrebbe essere sottoposti in caso di impossibilità a comunicare ed esprimersi
testamento biologico
Pubblicato il 11 Novembre 2021 | ultima modifica 24 Gennaio 2022

Testamento biologico: cos’è e a cosa serve

Il testamento biologico è l’atto attraverso cui un soggetto dichiara in anticipo le proprie volontà riguardo ai trattamenti sanitari da intraprendere in caso di una propria eventuale impossibilità a comunicare a causa di una malattia o di una incapacità. In Italia questo documento viene chiamato anche disposizione anticipata di trattamento (DAT).

Il testamento biologico, dunque, serve per rispettare la volontà del paziente quando non è più capace di intendere e di volere. Questo, per esempio, potrebbe non voler essere curato o rianimato e, grazie al testamento biologico, è possibile conoscere in anticipo questa decisione e agire di conseguenza.

La DAT può essere redatta da tutte le persone maggiorenni in grado di intendere e di volere. Questa opportunità, invece, non è concessa ai minori, verso i quali la decisione spetta ai genitori, ai tutori o all’amministratore di sostegno. Queste figure dovranno comunque raccogliere la volontà del minore, se capace di discernimento.

Con il testamento biologico si può dunque decidere di sottoporsi a qualsiasi cura medica e chiedere di essere assistiti a oltranza, oppure scegliere di rifiutare ogni tipo di trattamento e accanimento terapeutico, compresi la rianimazione, la somministrazione di antidolorifici, l’intubazione e la sedazione. In questo modo un paziente può decidere della propria vita, senza dover lasciare questa scelta ad altre persone, per quanto vicine e care esse siano.

Come fare il testamento biologico

Per redigere un testamento biologico è innanzitutto necessario informarsi adeguatamente sulle proprie condizioni di salute, sui benefici e sui rischi del trattamento sanitario, sulle possibili alternative e sulle eventuali conseguenze della propria scelta. Una decisione così importante, infatti, deve essere presa in modo quanto più libero e consapevole possibile: per questo motivo, secondo quanto stabilito dalla Legge, è prima necessario consultare un medico che fornirà tutte le informazioni necessarie.

Se si sceglie di intraprendere la strada del testamento biologico, dunque, occorre sapere che questo documento può essere redatto con un atto pubblico oppure per scrittura privata autenticata secondo le seguenti modalità:

  • rivolgendosi ad un notaio;
  • presso l’Ufficio dello Stato Civile del Comune di residenza del paziente;
  • presso gli Uffici Consolari italiani, nel caso in cui il disponente sia un cittadino italiano all’estero.

Inoltre, è necessario sapere che il testamento biologico è esente dall’imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo e le disposizioni al suo interno possono essere rinnovate, modificate o revocate in qualsiasi momento. Nel testamento biologico sono riportati:

  • i dati anagrafici del firmatario;
  • tutte le informazioni relative allo stato di salute e alle terapie da adottare o non adottare;
  • la sottoscrizione del medico in cui dichiara di aver informato il paziente sulle possibili conseguenze della malattia e sui trattamenti sanitari;
  • la nomina di eventuali fiduciari.

Chi sono i fiduciari

Il disponente del testamento biologico ha la possibilità di indicare un fiduciario, ovvero una persona di fiducia che faccia le sue veci e la rappresenti nella relazione con il medico o con la struttura sanitaria in cui verrà ricoverato. Questa figura, ovviamente, può rifiutare l’incarico propostogli dal disponente del testamento.

In caso di contrasto tra il medico e il fiduciario, è necessario rivolgersi al giudice tutelare. Il medico, per esempio, potrebbe non rispettare le dichiarazioni contenute nel testamento biologico a causa di uno dei seguenti motivi:

  • le condizioni in cui versa il paziente non corrispondono a quelle descritte nel testamento biologico;
  • all’atto di sottoscrizione del testamento non esistevano ancora terapie in grado di offrire un reale miglioramento alle condizioni del paziente.

Il testamento biologico in Italia

Negli ultimi anni, il dibattito riguardo al testamento biologico in Italia è stato molto acceso a causa di casi controversi e opinioni contrastanti. Tuttavia, il testamento biologico è stato approvato dal Governo Gentiloni alla fine del 2017 ed è entrato in vigore il 31 gennaio del 2018.

Il cuore di questa riforma è l’introduzione della disciplina delle DAT che, come si è visto, permettono alle persone di dare indicazioni sui trattamenti sanitari da ricevere o da rifiutare nei casi in cui si trovassero in condizioni di incapacità. Le principali novità riguardano soprattutto la possibilità di rifiutare la nutrizione e l’idratazione artificiale: il comma 5 dell’articolo 1, infatti, stabilisce che queste somministrazioni sono considerate a tutti gli effetti trattamenti sanitari e, in quanto tali, possono essere rifiutate dal paziente.

Quest’ultimo aspetto ha sollevato molte opinioni contrastanti e un acceso dibattito in merito. In particolare, la Chiesa Cattolica, attraverso la figura del Cardinale e Arcivescovo Angelo Bagnasco, si è espressa contraria al rifiuto dell’alimentazione e dell’idratazione, in quanto queste somministrazioni non sarebbero da considerarsi trattamenti sanitari, quanto trattamenti di sostegno vitale. Bagnasco si auspica soprattutto che dietro a questo disegno di legge non si nascondino tentativi di favorire l’eutanasia, una pratica ancora oggi vietata in Italia.

La Banca Dati

I testamenti biologici in Italia vengono conservati in una Banca Dati istituita dal Ministero della Salute: vengono registrate tutte le DAT e la nomina di eventuali fiduciari. La Banca Dati raccoglie la copia del testamento biologico e garantisce il suo immediato aggiornamento in caso di rinnovo, modifica o revoca. Inoltre, essa assicura l’accessibilità al documento da parte del medico che ha in cura il paziente, del disponente e del fiduciario.

Domande frequenti

È possibile nominare più fiduciari all'interno del testamento biologico?

Sì, anche se non è consigliato. Nominare più fiduciari, infatti, potrebbe comportare eventuali contrasti interni. In ogni caso, è opportuno nominare un secondo fiduciario che subentri al primo nel caso in cui quest’ultimo non possa o non voglia accettare l’incarico.

Quanto costa il testamento biologico?

La legge prevede l’esenzione da qualsiasi imposta, tassa o altri diritti notarili. Dunque, è necessario versare il solo onorario notarile per la prestazione professionale.

Cosa succede se il paziente non è in grado di firmare il testamento biologico?

È possibile stipulare l’atto in presenza di due testimoni. In alternativa, le DAT (disposizioni anticipate di testamento) possono essere manifestate attraverso una videoregistrazione o altro dispositivo che consenta la comunicazione.

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